La terza parte del viaggio

La fine del viaggio

Il terzo giorno siamo andati alla fabbrica di Schindler, un uomo d'affari tedesco che, durante la Seconda guerra mondiale, acquistò una fabbrica a Cracovia.

All'interno della fabbrica di Oskar Schindler, chiamata Deutsche Emailwarenfabrik, si producevano inizialmente oggetti smaltati, come pentole, piatti e stoviglie da cucina.

Con il passare del tempo, per dimostrare che la fabbrica era utile allo sforzo bellico tedesco, Schindler iniziò a produrre anche componenti militari, come bossoli e munizioni. Questo gli permise di proteggere i suoi operai ebrei, dichiarandoli "essenziali" per la produzione e salvandoli dalla deportazione nei campi di concentramento.


Questa è la listaLa Lista di Schindler ed è l'elenco reale degli ebrei che Oskar Schindler riuscì a salvare durante l'Olocausto, portandoli nella sua fabbrica e impedendo che venissero deportati ad Auschwitz.
I nomi erano di uomini, donne e bambini dichiarati "lavoratori essenziali" per la produzione.
Grazie a quella lista, furono salvati dalla morte certa nei campi di sterminio.


Questa mostra mi ha colpito molto perché non vuole solo farci vedere com'era la fabbrica di Schindler, ma anche farci immergere nel periodo storico dell'occupazione nazista, per farci capire come vivevano davvero le persone nei ghetti.

Infatti il museo ricostruisce gli ambienti in cui gli ebrei erano costretti a vivere: case sovraffollate, con più famiglie ammassate negli stessi spazi, spesso costrette a convivere con persone con cui non andavano d'accordo.

Questa convivenza forzata, unita alle terribili condizioni di vita, rendeva l'esistenza nei ghetti molto dura, difficile e disumana.


La scrivania di Schindler (così com’era)
La scrivania di Schindler (così com’era)

Anche questa scena mi ha colpito Si tratta di un piccolo teatrino in legno, ispirato ai tradizionali presepi cracoviani, ma con un significato molto più profondo e inquietante.

In basso si vedono tre figure scolpite: uno scheletro, simbolo della morte, al centro Adolf Hitler con l'uniforme e la fascia con la svastica, e accanto a lui un altro ufficiale nazista.

Le bambole sembrano un giocattolo per bambini, ma proprio per questo il messaggio è forte: il nazismo usava anche la propaganda per parlare ai bambini, cercando di influenzarli fin da piccoli.


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